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LE VILLE TUSCOLANE

L’età d’oro delle Ville Tuscolane iniziò a metà del ‘500 per concludersi agli inizi del ‘700 quando, esaurito lo slancio storico, economico, oltreché sociale, ne iniziarono abbandono e degrado, culminati con i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Oggi queste strutture architettoniche hanno ripreso nuova vita e ci restituiscono gran parte del loro antico splendore.
Delle dodici Ville Tuscolane, che ricadono nei comuni di Frascati, Grottaferrata e Monte Porzio Catone, due sono state distrutte : Villa Sciarra (detta anche Villa Bel Poggio) e Villa Torlonia; delle restanti dieci alcune sono fruibili quotidianamente in quanto riadattate ad alberghi, scuole o sedi istituzionali.

Villa Aldobrandini

Nota anche come Villa Belvedere, è una delle più belle Ville d’Europa. Fu costruita tra il 1598 ed il 1602 per volere del cardinale Pietro Aldobrandini su di un edificio preesistente del 1550, su disegno di Giacomo Dalla Porta. Gioiello di armonia e di grazia, la sua scenografica facciata costituisce lo sfondo dominante della città di Frascati e ne è l’immagine. Ha una storia plurisecolare, divisa tra importanti famiglie e Papato.


(Via Cardinale G. Massaia 18, Frascati) – Map

Villa Falconieri

E’ la più antica delle Ville Tuscolane. Denominata inizialmente come “la Rufina”, e dopo un breve periodo chiamata “la Maddalena”, assume la definitiva denominazione di Villa Falconieri quando, nel 1628, fu acquistata da Orazio Falconieri che ne commissionò il restauro a Francesco Borromini. Al progetto lavorarono architetti come Antonio da Sangallo il Giovane e lo stesso Borromini. Gli affreschi presenti all’interno sono opera di Pier Leone Ghezzi, Giacinto Calandrucci, Ciro Ferri, Nicolò Berrettoni ed altri pittori settecenteschi. Nel maggio del 1907 fu acquistata da un banchiere tedesco. Subito dopo l’armistizio dell’8 settembre del ’43 l’aviazione americana tentò di colpire il comando tedesco che vi si era insediato. Frascati subì un bombardamento che causò centinaia di vittime fra la popolazione civile e fra i militari tedeschi. Molti edifici furono distrutti e Villa Falconieri fu gravemente danneggiata. Un lavoro di restauro compiuto nel 1959 ha ripristinato buona parte dell’edificio.


(Viale Borromini 5, Frascati) – Map

Villa Lancellotti

Già detta Piccolomini, ha una origine diversa da quella delle altre ville: nacque come ospizio e fu presa in affitto dal futuro Santo Filippo Neri nel 1578, come rifugio per i confratelli malati. Alla morte del Santo, nel 1595, le sorti della villa furono simili a quelle di altre ville Tuscolane, passando di mano in mano tra prelati e nobili famiglie del tempo. Il piccolo nucleo originario fu ampliato e rimane particolarmente bella la decorazione pittorica delle sale e del salone del piano nobile, recentemente restaurato: un loggiato in trompe-l’oeil, a colonne tortili e balaustre, oltre le quali sono raffigurati splendidi paesaggi. Un grande giardino all’italiana si stende ai piedi della facciata, in salita verso il Monte Tuscolo e si chiude con il Teatro delle Acque; un complesso sistema di viali, su questo versante, conserva tracce di altri elementi scenografici tipici degli antichi giardini. Acquistato dal comune di Frascati negli anni ’50, è stato trasformato in Parco Comunale col nome di Parco dell’Ombrellino.


(Viale Catone, Frascati) – Map

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Villa Sciarra

Porta il nome dell’ultimo proprietario che la abitò dal 1919 fino alla seconda guerra mondiale, epoca in cui la villa venne distrutta. Dopo la ricostruzione sia la villa sia il parco con i suoi ruderi di età romana sono stati acquisiti dalla Pubblica Istruzione e quindi attualmente Villa Sciarra è conosciuta come sede di una scuola pubblica. Un tempo si chiamava Villa Bel Poggio per la sua terrazza panoramica: fu costruita dal Monsignor Ottaviano Vestri a partire dal 1570. Fu proprietà in epoche successive del Duca di Ceri, dei Principi Pallavicini e infine della famiglia Sciarra. Degli antichi fasti resta il portale d’ingresso attribuito all’architetto Nicola Salvi, l’artista che progettò la Fontana di Trevi.


(Viale di Fontana Vecchia 2, Frascati) – Map

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Villa Sora

E’ dai primi anni del 1900 istituto dei Salesiani; sorge nell’area che in passato ospitò i “tusculanum” di Licio Licinio Lucullo e dell’imperatore romano Saverio Sulpicio Galba. I Salesiani dopo il loro avvento aggiunsero una struttura collegiale alla villa preesistente e un casale di campagna denominato “Torricella” risalente al XVI secolo. Il complesso ha subito sostanziose modifiche negli ultimi quattro secoli: l’originaria costruzione era caratterizzata da un edificio a forma quadrata a tre livelli, dotata di due torrette: una con vista su Roma, l’altra, più piccola, prospiciente la facciata principale.


(Via Tuscolana 5, Frascati) – Map

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Villa Torlonia

A pochi passi dal centro storico, era situata nell’attuale Parco Comunale e fu distrutta durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, ma la fontana della parte alta ed il Teatro delle Acque, caratterizzato da una lunga parete con nicchie e pilastri decorati con statue e vasi, rimangono ancora un’attrattiva che ricorda l’antico splendore delle casate che vi si sono succedute.


(Via Annibal Caro, Frascati) – Map

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Villa Tuscolana

la più panoramica delle ville di zona. Ospita oggi un albergo di lusso che l’ha preservata dal totale deperimento. La struttura più antica di questa villa risale al 1578. Fu chiamata anche “Rufinella” dal cardinal Ascanio Rufini, che la abitò per distinguerla dalla Rufina (Villa Falconieri). Tanti i proprietari tra cui gli Aldobrandini, i Sacchetti, i Padri-Gesuiti; questi ultimi la trasformarono in Villa-Convento su progetto dell’architetto Luigi Vanvitelli, che durante gli scavi trovò anche i resti del Tuscolanum – da cui prende il nome – di Marco Tullio Cicerone, oggi per la maggior parte conservati al Palazzo Massimo di Roma.


(Via del Tuscolo Km. 1,500, Frascati) – Map

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Villa Arrigoni Muti

Deve il suo nome al cardinale Pompeo Arrigoni che ampliò a partire dal 1595 una primitiva costruzione edificata nel 1579. Dopo Arrigoni la proprietà rimase per circa due secoli nelle mani degli eredi dei monsignori Ciriaco Rocci e Diomede Varesi. Attualmente conosciuta come Villa Muti, in onore della famiglia che riuscì agli inizi del Novecento a riunificarla dopo essere stata suddivisa nell’Ottocento tra le famiglie degli stessi Muti, dei Cesarini e degli Amadei. La Villa fu costruita sui resti del tempio della dea Fortuna e della reggia di Tarquinio Il Superbo, possedimenti che furono anche di Lucio Licinio Lucullo.


(Viale Conti di Tuscolo, Grottaferrata) – Map

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Villa Grazioli

Risale al 1580. Passata di proprietà in proprietà, ha subito notevoli modifiche rispetto all’impianto originario. Oggi adibita ad hotel e ristorante, è una splendida villa dove si possono ammirare preziosi cicli pittorici che ne illustrano la storia, realizzati tra il XVI ed il XVIII secolo, un compendio fra i più affascinanti della tematica decorativa delle ville tuscolane. Tra i nomi degli artisti che vi hanno lavorato: Ciampelli, Carracci e Pannini. L’elegante giardino all’italiana della Villa ne costituisce una componente suggestiva che si è conservata nel tempo.


(Via Umberto Pavoni 19, Grottaferrata) – Map

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Villa Mondragone

Sede di rappresentanza dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, è famosa per aver ospitato gli esperimenti di Galileo Galilei e Guglielmo Marconi. Oltre che essere Osservatorio Meteorologico tra i più attrezzati del centro Italia, è tuttora fucina di studi scientifici e tecnologici. Fu ideata a partire dal 1567 su progetto partito con l’acquisizione di una villa preesistente da parte del Cardinale Marco Sittico Altemps. È la più grande nel complesso delle Ville Tuscolane e gode di una splendida posizione panoramica proiettata verso Roma. Conosce il periodo di massima espansione tra il Rinascimento e gli inizi del Barocco ed assume il nome di “Mondragone” in riferimento al drago alato, simbolo araldico dei Boncompagni. Tra le molte sale decorate spicca la maestosa Sala degli Svizzeri che fu cornice di un evento storico di importanza indiscussa nella storia dell’umanità: la Riforma del Calendario voluta da Papa Gregorio XIII, che da qui promulgò, nel febbraio del 1582, la celebre Bolla Inter gravissimas.


(Via Frascati 51, Monte Porzio Catone) – Map

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Villa Parisi

Privata e non accessibile al pubblico; limitrofa a Villa Mondragone, appartenne alla famiglia Taverna dal 1605 e ai Borghese dal 1614 al 1896. Fu, tra le altre cose, luogo di villeggiatura di Paolina Borghese Bonaparte durante il suo famoso periodo romano, dopo che finì in moglie a Camillo Filippo Ludovico Borghese nel 1803. Nel 1896 la villa venne venduta dai Borghese a Saverio Parisi. Negli anni successivi, i Parisi avviarono ed ultimarono i lavori di adattamento interno e tutti i restauri pittorici. Interventi importanti hanno interessato le mostre delle finestre superiori, la decorazione del muro d’ingresso e il portale monumentale.


(Via Consalvi, Monte Porzio Catone) – Map

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Villa Vecchia

E’ una delle 12 Ville Tuscolane realizzate dalla nobiltà papale nel XVI secolo e si trova lungo la strada che collega Frascati a Monte Porzio Catone. Nominata Villa Angelina dal Cardinale Ranuccio Farnese, in onore del titolo cardinalizio di Sant’Angelo, cardinale che portò a termine, a partire dal 1562, la costruzione iniziata nel 1558 dal Cardinal Ricci che gli vendette la villa. Fu ribattezzata Villa Tuscolana dal Cardinale Marco Sittico Altemps che la acquistò nel 1567 e contribuì a determinarne lo splendore ingaggiando importanti pittori. Dopo la distruzione della Seconda Guerra Mondiale la villa verrà ricordata come Villa Vecchia e passa nelle mani dei Padri Gesuiti che la riadattano per le loro esigenze per poi cederla ad un istituto di suore. La villa, ulteriormente modificata, è oggi sede di un albergo..


(Via Frascati 49, Monte Porzio Catone) – Map

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PARCO ARCHEOLOGICO CULTURALE DI TUSCOLO:
L’ANFITEATRO TUSCOLANO E IL TEATRO ROMANO

Il Parco Archeologico Culturale del Tuscolo è incastonato tra i boschi del monte omonimo all’interno del Parco Regionale dei Castelli Romani.
È un’area nella quale si sono sovrapposte vicende fondamentali legate alla storia della Roma repubblicana, della Roma imperiale, di quella pontificia e di quella medioevale, intrecciandosi con la preesistente città di Tusculum, una delle più importanti città della Lega Latina, fino alla sua completa distruzione avvenuta nel 1191.
Dopo gli anni di scavi scientifici avviati nel 1994 in collaborazione con l’Escuela Espanola de Historia y Arqueologia en Roma sono state riportate alla luce le scenografie di uno dei siti più importanti della storia di Roma, quel Foro che fu calpestato da senatori e consoli, papi e scrittori che in questi luoghi amavano soggiornare: nel suo periodo di grande splendore, Tusculum era contesa dal patriziato romano per il suo clima, per la sua splendida posizione e per le sue bellezze architettoniche.
Il Teatro Romano è arrivato dal 75 a.C. sino ai nostri giorni ben conservato e con la sua conformazione primaria, ottimo esempio di architettura classica romana, con la tradizionale cavea a semicerchio di una cinquantina di metri, suddivisa in quattro settori che arrivano ad una capienza massima di circa 500 posti.
L’Anfiteatro Tuscolano, che risale quasi sicuramente alla metà del II sec. d.C., cioè di poco più recente dell’anfiteatro Flavio ( il Colosseo di Roma) , ha una pianta ellittica con i due assi maggiori di circa 55 X 73 metri; l’arena che poteva contenere fino a 3.000 persone; il rivestimento in opus reticulatum con tessuto perfettamente regolare in blocchetti di tufo; i due corridoi di accesso con tanto di arco trionfale; il percorso del muro esterno quasi completamente percorribile.

I COMUNI

Frascati

Dopo la distruzione dell’antica città di Tusculum, avvenuta nel 1191, i pochi abitanti sopravvissuti ricominciarono le loro vite riparandosi in capanne fatte di frasche. Da qui il nome dell’attuale Frascati, sulla cui scena è passato l’ultimo millennio di storia occidentale. Cicerone, il principe Colonna, Lucrezia della Rovere, il Cardinale Enrico Benedetto Stuart, Duca di York, sono solo alcuni dei nomi di coloro che la scelsero come rifugio prediletto per soggiorni a contatto con la natura, lontani dalla routine cittadina. La seconda guerra mondiale la vide pesantemente bombardata: molte vite umane e parte del patrimonio culturale sono stati persi, ma molto è stato recuperato grazie a numerosi interventi pubblici realizzati a partire dagli anni ’90 che hanno portato, tra le altre cose, alla ristrutturazione delle seicentesche Scuderie Aldobrandini, al recupero dei siti archeologici del Teatro Romano e dell’Anfiteatro Tuscolano e di alcune tra le più belle Ville Tuscolane (la panoramica Aldobrandini su tutte) all’interno di una cittadina di circa 20.000 abitanti, ricca ed elegante. In questo intenso contesto storico culturale si inserisce da più di due millenni la produzione dei vini bianchi che ne portano il nome nel mondo.

Grottaferrata

Il centro abitato di Grottaferrata, che oggi conta più di 20.000 abitanti, si è sviluppato nel corso dei secoli attorno all’Abbazia di S. Nilo, risalente ai primi anni dell’XI secolo, e sopra i resti di alcune ville romane dove, in una piccola “cripta” era esposta un’immagine bizantina della Vergine. Attorno a tale “Crypta-ferrata” (dalla quale deriva il nome Grottaferrata) si sviluppò il complesso abbaziale che nel 1473 il cardinale Giuliano della Rovere fece circondare da fortificazioni su disegno di Baccio Pontelli e di Antonio da Sangallo.
I bastioni dell’Abbazia affacciano sui vigneti della sottostante “Valle Marciana” che costituisce il confine occidentale del comprensorio del Frascati.
Stante il patrimonio architettonico (impreziosito anche da Villa Arrigoni Muti e Villa Grazioli, due delle 12 Ville Tuscolane) e stante quello storico culturale molto legato alla secolare influenza della Chiesa e dello Stato Pontificio, è grazie alla sua ricchezza paesaggistica che Grottaferrata è oggi, come in passato, uno dei luoghi di villeggiatura più ambiti dei Castelli Romani: garantiscono la “quota verde” il Bosco di Selva Rustica presso la Villa Grazioli, il cosiddetto “Vallone” ai piedi dell’Abbazia e il Bosco della Molara, oltre agli ampi spazi di territorio agricolo, dedicati soprattutto a vigneti ed oliveti.

Monte Porzio Catone

Monte Porzio Catone il cui nome deriva dalla “Gens Portia” che dette i natali al grande Catone, è un piccolo comune dei Castelli Romani che offre un panorama mozzafiato sulla zona sud est di Roma; molti dei 9.000 abitanti sono impegnati, direttamente o indirettamente, in quella produzione vitivinicola che sul territorio era stata continuata dalla Congregazione degli Eremiti Camaldolesi di Monte Corona che tuttora occupa l’Eremo Tuscolano. La densità culturale di Monte Porzio Catone è testimoniata dagli scavi archeologici di Tusculum, dall’Osservatorio Astronomico, dalle splendide Ville Tuscolane, spesso teatro di avvenimenti storici importanti; ricordiamo Villa Parisi, abitata a lungo da Paolina Bonaparte, Villa Vecchia, oggi trasformata in albergo, o Villa Mondragone (un tempo degli Altemps e dei Boncompagni) nella quale fu promulgata la bolla papale di papa Gregorio sulla riforma del calendario ancora oggi in uso.