∼ I VINI ∼

Il TERRITORIO

Il territorio di produzione del vino D.O. Frascati comprende per intero i comuni di Frascati, Grottaferrata e Monteporzio Catone, il VII (ex X) Municipio di Roma e una parte del comune di Montecompatri, su una superficie complessiva di circa 8.500 ettari, dei quali circa 1.020 coltivati a vigneto.
L’altitudine dei terreni coltivati a vite è compresa tra i 70 e i 500 metri (e oltre) s.l.m., con pendenza variabile: l’esposizione generale è orientata verso ovest e nord-ovest. L’esposizione del territorio verso il mare Tirreno permette di godere di una piacevole brezza marina che mitiga il calore delle ore più calde ed evita il ristagno dell’umidità.

Geologia
Dal punto di vista geologico i terreni dei Colli Albani e quelli pedocollinari si sono formati in seguito alle eruzioni del Vulcano Laziale, iniziate circa 600 mila anni fa, con la costruzione di un edificio centrale accresciutosi via via in estensione e in altezza (oltre 2.000 metri), fino a quando la camera magmatica ha collassato.
Le ripetute successive esplosioni hanno prodotto numerosi crateri: quelli più antichi (Ariccia, Pantano Secco e Prata Porci) sono ricoperti di sedimenti e attivamente coltivati, mentre gli ultimi in ordine di età hanno lasciato profondi bacini trasformatisi poi in laghi (Albano e di Nemi). Le eruzioni del Vulcano Laziale sono continuate fino al Paleolitico superiore (Aurignaciano), ossia fra i 29.000 ed i 25.000 anni fa.

I suoli
Le formazioni vulcaniche sono costituite soprattutto da ceneri e lapilli, che poi si sono depositati in strati di notevole spessore e cementati in misura diversa.
Le pozzolane (localmente dette “terrinelle”) sono ceneri vulcaniche che danno luogo a terreni sabbiosi, profondi, permeabili all’acqua e senza ristagni, né superficiali né profondi.
I tufi litoidi, più o meno duri, con diverse denominazioni locali (cappellacci, cappellacci teneri, occhio di pesce, occhio di pernice, ecc.), coprono la parte maggiore del territorio. Sono poco o niente permeabili all’acqua; le viti devono essere impiantate con scassi molto profondi per arrivare all’acqua.
Le rocce laviche, dure, coprono una minima parte del territorio in zone vicine ai crateri di eruzione. In generale danno origine a terreni di scarso spessore, dove sono preferiti il pascolo o il bosco.

Il clima
La vite trova qui condizioni ambientali molto favorevoli. Il clima di tipo mediterraneo è caratterizzato da precipitazioni medie annue comprese tra i 822 ed i 1010 mm, ma moderate nei mesi estivi.
Particolarmente vantaggiose per le viti sono le temperature poco elevate che si riscontrano nei mesi di settembre ed ottobre, che consentono alle uve di maturare lentamente e completamente. Molto del particolare bouquet del vino “Frascati” è dovuto a questa maturazione prolungata sulla pianta e sotto l’influenza di un clima temperato.

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I VITIGNI

La Malvasia di Candia, detta anche “Malvasia Rossa” sia per la tonalità dei tralci che per la colorazione dell’acino che in maturazione vira ad un rosso scarico, ben si adatta a quasi tutti i terreni della zona, con una spiccata attitudine a produzioni costanti. Germoglia tardivamente, quindi è meno soggetta ai danni delle gelate primaverili. Il vino che se ne ricava è di colore giallo paglierino carico, fresco, profumato, sapido, e caratterizzato da un finale leggermente amarognolo e ben si adegua ad uvaggi con il Trebbiano.
La Malvasia del lazio o “puntinata” detta così per i puntini che si evidenziano sull’acino, è molto diversa dalla Malvasia di Candia. Tendenzialmente poco produttiva e con una bassa resa, ama terreni freschi, ma non umidi. Dà un vino corposo dal colore giallo paglierino tenue, armonico e sapido, marcato da profumi fruttati intensi e freschi, con tenore alcolico rilevante ed una bassa acidità. E’ un vitigno autoctono.
Il Trebbiano toscano offre solitamente una produzione costante. Il grappolo è voluminoso e lungo, ma spargolo, quindi meno soggetto agli attacchi di marciume. Dalla gradazione zuccherina inferiore rispetto agli altri vitigni, nell’insieme dà un vino delicato, con una buona freschezza e nervo acido. Per questi motivi, unito alle altre uve, migliora le caratteristiche organolettiche del vino.
Il Trebbiano giallo, detto anche “Greco”, ha grappoli piuttosto serrati ed è scarsamente coltivato nella zona, in quanto predilige ambienti particolarmente freschi. Conferisce al vino un leggero profumo di mandorla tostata.
Il Bombino bianco (o Bonvino), forse nativo della penisola iberica, è in grado di assicurare una produzione pressoché costante, è resistente ad avversità climatiche. La resa media zuccherina in genere non è elevata, mentre il grado di acidità totale di solito è notevole. Da un vino leggero e con note di frutta tropicale.
Il Bellone o “Bello”, presenta la buccia sottile ed una colorazione con tendenza violacea. Ancora meno diffuso del Bombino Bianco, si esprime meglio in zone fertili e fresche, ma ne ricorda molto le caratteristiche organolettiche. E’ un vitigno autoctono.

LE DENOMINAZIONI

Frascati Doc | disciplinare 
Il Frascati è una tipologia di vino la cui produzione è legata al rispetto di uno specifico disciplinare di produzione, che si fregia della Denominazione di Origine Controllata, Doc, sigla che lo lega alla sua specifica origine geografica.
Il disciplinare di produzione della Doc Frascati è entrato in vigore il 1° di novembre del 1966, riconosciuto con Decreto del Presidente della Repubblica il 3 marzo dello stesso anno, tra le prime denominazioni di origine controllata in Italia. Tale decreto fu poi pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale datata lunedì 16 maggio 1966.
Il disciplinare regolamenta al suo interno anche la produzione di un’altra storica tipologia di vino: il Frascati Spumante.
Il vino a denominazione di origine controllata Frascati deve essere ottenuto dalle uve dei vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione varietale:
Malvasia bianca di Candia e/o Malvasia del Lazio (Malvasia puntinata) minimo 70%; Bellone, Bombino bianco, Greco bianco, Trebbiano toscano, Trebbiano giallo, da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 30%. Le altre varietà di vitigni a bacca bianca, idonei alla coltivazione nella Regione Lazio, presenti nei vigneti, possono concorrere fino ad un massimo del 15% di questo 30%.
La zona di produzione delle uve comprende per intero il territorio amministrativo dei comuni di Frascati, Grottaferrata, Monte Porzio Catone, ed in parte quelli di Roma e Montecompatri.
I terreni idonei alla coltura dei vigneti sono quelli di origine vulcanica, permeabili, asciutti e non aridi, tipici della zona. Il numero minimo di ceppi è fissato in 3.000 per ettaro calcolati sul sesto d’impianto; non sono ammessi impianti a tendone e/o pergola. Le uve destinate alla produzione del vino a denominazione di origine controllata Frascati devono assicurare un titolo alcolometrico volumico minimo di 11,5% vol. Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate nell’interno della zona di produzione delle uve.


Frascati Spumante Doc
Il Frascati Spumante è stato inserito nel Disciplinare del 1966, ottenendo così la Doc che ne certifica la qualità. Un vino di nicchia che nel 2016 ha compiuto 50 anni certificati. È un vino dalle nobili tradizioni, molto legato al territorio.
La sua produzione deve rispettare tutti i canoni della Doc. La presa di spuma è ottenuta con il metodo Martinotti, o charmat.

Frascati Superiore Docg | disciplinare 
Il disciplinare di produzione che regola il Frascati Superiore Docg è stato approvato alla fine del 2011; lo stesso disciplinare regola anche la produzione della tipologia Riserva.
Il vino a denominazione di origine controllata e garantita Frascati Superiore deve essere ottenuto dalle uve dei vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione varietale:
Malvasia bianca di Candia e/o Malvasia del Lazio (Malvasia puntinata) minimo 70%; Bellone, Bombino bianco, Greco bianco, Trebbiano toscano, Trebbiano giallo da soli o congiuntamente fino ad un massimo del 30%. Le altre varietà di vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella Regione Lazio, presenti nei vigneti, possono concorrere fino ad un massimo del 15% di questo 30%.
La zona di produzione delle uve comprende per intero il territorio amministrativo dei comuni di Frascati, Grottaferrata, Monte Porzio Catone, ed in parte quelli di Roma e Montecompatri.
I terreni idonei alla coltura dei vigneti sono quelli di origine vulcanica, permeabili, asciutti e non aridi, tipici della zona. Il numero minimo di ceppi è fissato in 3.000 per ettaro calcolati sul sesto d’impianto; non sono ammessi impianti a tendone e/o pergola. Le uve destinate alla produzione del vino a denominazione di origine controllata e garantita Frascati Superiore devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 12% vol. Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate nell’interno della zona di produzione delle uve.

 

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Frascati Superiore Docg Riserva | disciplinare 
Il Frascati Superiore “Riserva” Docg , inserito nel nuovo disciplinare di produzione approvato nel 2011, nasce per “…poter contare su nuove denominazioni che permettono un nuovo passo nella direzione della riconoscibilità e della competitività del prodotto di qualità legato al territorio…” come sottolineato allora dal presidente della Coldiretti Lazio. E nasce anche per offrire un approccio diverso e più profondo al vino bianco del territorio, che ha in sé tutte le caratteristiche e le potenzialità per presentarsi come un ottimo vino da invecchiamento, supportato com’è da suoli di origine vulcanica, clima temperato ma con interessanti escursioni termiche durante la fase di maturazione delle uve, e una lunga esperienza dei produttori nel rapporto con i vigneti.
Il vino a denominazione di origine controllata e garantita Frascati Superiore con menzione aggiuntiva Riserva deve essere ottenuto dalle uve dei vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione varietale:
Malvasia bianca di Candia e/o Malvasia del Lazio (Malvasia puntinata) minimo 70%; Bellone, Bombino bianco, Greco bianco, Trebbiano toscano, Trebbiano giallo da soli o congiuntamente fino ad un massimo del 30%. Le altre varietà di vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella Regione Lazio, presenti nei vigneti, possono concorrere fino ad un massimo del 15% di questo 30%.
La zona di produzione delle uve comprende per intero il territorio amministrativo dei comuni di Frascati, Grottaferrata, Monte Porzio Catone, ed in parte quelli di Roma e Montecompatri.
I terreni idonei alla coltura dei vigneti sono quelli di origine vulcanica, permeabili, asciutti e non aridi, tipici della zona. Il numero minimo di ceppi è fissato in 3.000 per ettaro calcolati sul sesto d’impianto; non sono ammessi impianti a tendone e/o pergola. Le uve destinate alla produzione del vino a denominazione di origine controllata e garantita Frascati Superiore con menzione aggiuntiva Riserva devono assicurare un titolo alcolometrico volumico minimo di 13% vol. Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate nell’interno della zona di produzione delle uve.
Il Frascati Superiore sottoposto ad un periodo di maturazione non inferiore a 12 mesi, a partire dal 1° novembre dell’anno di vendemmia, di cui 3 mesi di affinamento in bottiglia, può fregiarsi della menzione aggiuntiva Riserva.

Cannellino di Frascati Docg | disciplinare 
Il disciplinare di produzione che regola la Docg del Cannellino di Frascati è stato approvato il 20 settembre del 2011 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 14 ottobre dello stesso anno.
Il vino a denominazione di origine controllata e garantita Cannellino di Frascati deve essere ottenuto dalle uve dei vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione varietale:
Malvasia bianca di Candia e/o Malvasia del Lazio (Malvasia puntinata) minimo 70%; Bellone, Bombino bianco, Greco bianco, Trebbiano toscano, Trebbiano giallo da soli o congiuntamente fino ad un massimo del 30%. Le altre varietà di vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella Regione Lazio, presenti nei vigneti, possono concorrere fino ad un massimo del 15% di questo 30%.
La zona di produzione delle uve comprende per intero il territorio amministrativo dei comuni di Frascati, Grottaferrata, Monte Porzio Catone, ed in parte quelli di Roma e Montecompatri.
I terreni idonei alla coltura dei vigneti sono quelli di origine vulcanica, permeabili, asciutti e non aridi, tipici della zona. Il numero minimo di ceppi è fissato in 3.000 per ettaro calcolati sul sesto d’impianto; non sono ammessi impianti a tendone e/o pergola. La produzione massima di uva non deve eccedere le 11 t per ettaro di vigneto in coltura specializzata. Le uve destinate alla produzione del vino a denominazione di origine controllata e garantita Cannellino di Frascati devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 12% vol. Le operazioni di vinificazione e di imbottigliamento devono essere effettuate nell’interno della zona di produzione delle uve. Non è ammesso l’ arricchimento. Il Cannellino di Frascati può entrare in commercio con un titolo alcolometrico volumico totale minimo di 12,50% vol.; un’acidità totale minima di 4,5 g/l e un valore di zuccheri riduttori residui minimo di 35 g/l.